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20 – 23 Maggio – Quattro giorni di esercitazione sui rischi acquatici a Porto Garibaldi (FE) con i VVF

Dal 20 al 23 Maggio 1 Volontario della nostra Associazione ha fatto parte della squadra del Coordinamento Provinciale di Rimini impegnata nelle quattro giornate di esercitazioni sui rischi acquatici svoltosi sul territorio provinciale di Ferrara.

L’esercitazione – organizzata dall’Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile in collaborazione con la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco e il Volontariato di Protezione Civile – ha avuto lo scopo di testare la risposta sul rischio idraulico, idrogeologico e acquatico. Le squadre dei Volontari di Protezione Civile – provenienti da tutti i Coordinamenti Provinciali dell’Emilia Romagna – si sono incontrate presso il Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Comacchio (FE).

Teoria in aula sui rischi acquatici

La prima parte delle giornate è stata dedicata all’approccio teorico all’esercitazione mediante un briefing preliminare in aula dove (con ausili video e slides varie) sono state illustrate le forze e i mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco impiegati in ambito acquatico evidenziando i ruoli operativi, i mezzi a disposizione, le abilitazioni del personale da impiegare nonchè le dislocazioni degli specialisti sul territorio nazionale.

Successivamente una breve parentesi sull’importante collaborazione tra i Vigili del Fuoco e il Volontariato di Protezione Civile nelle emergenze idrogeologiche, con diversi accenni e approfondimenti degli eventi alluvionali avvenuti in Italia.

A seguire è stato affrontato in modo più approfondito l’argomento centrale della lezione (Rischi specifici nell’ambiente acquatico e alluvionale) evidenziando i pericoli specifici come i rulli, i colini o i sifoni, le procedure per la movimentazione in acqua, la comunicazione e i DPI specifici da impiegare in attività.

Terminata la lezione le squadre si sono spostate nel porto canale vicino in località Porto Garibaldi dove sono iniziate le esercitazioni pratiche.

Pratica con tre scenari differenti

Le squadre dei Volontari si sono divisi su quattro specifici scenari:

1. Avvistamento di Incendio boschivo da natante

La prima attività, specifica per gli equipaggi di volontari marittimi, consisteva nell’avvistamento da natante di un’incendio boschivo (simulato da un fumogeno) e la successiva comunicazione via radio per la localizzazione e il successivo invio di mezzi per lo spegnimento.

2. Messa in sicurezza e varo del telo su argine

L’attività di messa in sicurezza dell’argine è stata simulata nel vicino “canale logonovo” a pochi km da porto Garibaldi. I gruppi di volontari, una volta raggiunto il luogo della simulazione, si sono organizzati per la messa in sicurezza degli operatori (con l’ausilio delle squadre di sicurezza fluviale di Rimini e di Modena) e la preparazione dei sacchi di sabbia e del telo. Terminate le procedure di preparazione è stato effettuato il “varo” del telo sotto la supervisione dei Vigili del Fuoco e dei funzionari regionali di protezione civile.

3. Posizionamento di una motopompa

Le attività di messa in funzione di una motopompa in dotazione ai volontari di protezione civile si sono svolti nei pressi dello squero di Porto Garibaldi, la squadra di 4 volontari si è occupata del posizionamento e della messa in funzione dell’attrezzatura con la supervisione della squadra di sicurezza fluviale e l’assistenza dei Vigili del Fuoco.

4. Uso del cordino da lancio per soccorso in acqua

Terminate le esercitazioni specifiche i volontari si sono radunati allo squero di Porto Garibaldi dove, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, si sono effettuate diverse prove di soccorso in acqua con l’ausilio del cordino da lancio, uno degli strumenti fondamentali per il soccorso in acqua. Si sono ripassate le varie tecniche di lancio acquisite nella parte teorica e il rifacimento del sacco.

De-briefing Finale

Completate le procedure di ripristino delle attrezzature, i Volontari e i Vigili del Fuoco insieme ai referenti regionali si sono riuniti per analizzare e commentare le procedure effettuate nell’addestramento realizzando così un momento importante per capire e definire eventuali migliorie o modifiche nelle varie tecniche di intervento e per sentire anche il punto di vista di più operatori.


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